Archive for the ‘Giustizia’ Category

La caccia alle streghe continua

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Foto di viaggioadagio

Qualche tempo fa aveva fatto scalpore la notizia che certe pratiche da tempo in uso oltreoceano avessero preso piede a casa nostra.

La Peppermint si era rivolta a Logistep per la tutela dei suoi diritti mandando missive a utenti del p2p che avevano messo in condivisione e scaricato illegalmente materiale coperto da copyright.

Da questo articolo su punto informatico scopriamo che non è che la punta di un iceberg. La Logistep ha in atto ben 8 procedimenti in Italia; di cui 6 a tutela della Peppermint (distributrice di musica su internet) e 2 a tutela di CDV (distributrice di videogiochi).

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Una petizione per liberare il software

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Nel momento in cui vogliamo comperare un PC quasi sempre siamo costretti a comperare insieme all’hardware un pacchetto software completo di sistema operativo e vari applicativi. Ebbene, tale software non è in omaggio bensì fa parte del prezzo della macchina.

Il problema più eclatante è il sistema operativo: siamo costretti a comperare MS Windows nonostante la licenza preveda esplicitamente che il rivenditore del PC rimborsi l’acquirente se questi non intenda utilizzare Windows:

QUALORA L’UTENTE NON ACCETTI I TERMINI E LE CONDIZIONI DEL PRESENTE CONTRATTO, ALLORA NON POTRÀ INSTALLARE, COPIARE O UTILIZZARE IL PRODOTTO E DOVRÀ RESTITUIRLO PRONTAMENTE AL RIVENDITORE.
IN TALE IPOTESI, QUALORA AL MOMENTO DELL’ACQUISTO IL RIVENDITORE ABBIA EMESSO FATTURA, L’UTENTE POTRÀ OTTENERE IL RIMBORSO DEL PREZZO. DIVERSAMENTE L’UTENTE POTRÀ OTTENERE LA SOSTITUZIONE DEL PRODOTTO SOFTWARE CON ALTRO PRODOTTO DI PARI PREZZO O UN BUONO PER IL FUTURO ACQUISTO DI UN ALTRO PRODOTTO DI PARI PREZZO.

 

Si badi che Windows preinstallato nelle macchine NON è AFFATTO GRATIS!! Ed è impossibile ottenere tale rimborso.

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Come la SIAE mi ha fatto perdere un lavoro

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Esce oggi un’articolo su punto informatico che ci racconta di come la SIAE si sia dotata di una nuova tecnologia (Fingerprint) per rilevare le musiche suonate nelle sale da ballo.

Leggo e penso “che bello! Finalmente smetteranno di ricompensare seguendo un campione statitistico, finalmente finirà questa mania di dare i soldi ai primi 50 in classifica e al liscio e avranno i soldi solo i leggittimi proprietarie delle opere suonate…”

Nient’affatto! Mi sbagliavo! La tecnologia verrà utilizzata al posto del nastro per stilare il campione statistico. Le metodologie di ripartizione degli introiti non cambiano affatto; così continueranno a esserci dilettanti violoncellisti che eseguono concerti in chiese vuote prendendo sei volte il compenso che loro stessi versano alla SIAE e compositori la cui musica non verrà mai pagata.

Punto informatico mi fornisce quindi l’occasione per occuparmi nuovamente di un vecchio amore: La SIAE. Ne approffitto per riportare una storia che ho trovato piuttosto paradossale.

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Un’altra encomiabile direttiva europea…

Cari Signori, da meno di una settimana è tornato operativo il blog di un certo personaggio. Grazie a lui vengo a conoscenza che oltre all’IPRED2 , esiste un’altra norma europea in tema diritto d’autore approvata all’unananimità che merita menzione:

“E’ giusto che ad ogni scrittore venga riconosciuto un compenso economico nel momento in cui viene prestato un suo libro da una biblioteca pubblica”

Mi chiedo come facciano i parlamentari europei ad approvare certe direttive, probabilmente li paghiamo troppo poco per fare bene il loro mestiere.

L’Italia era riuscita a non adeguarsi al provvedimento fino a qualche mese fa. Nell’ultima finanziaria però, è stato previsto un fondo di 3 milioni di euro per poterci permettere legalmente di prendere un libro in prestito. Il fondo verrà gestito da un ente noto per le sue politiche di trasparenza: la SIAE.

Per ulteriori dettagli cliccate qui o qui.

Microsoft, portami in tribunale sto infrangendo i tuoi brevetti!

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Dopo che due settimane fa Ballmer è sceso così nel dettaglio parlando di 235 brevetti violati, più parti si è chiesto a Microsoft di portare le prove per almeno uno di quei brevetti infranti, di specificare di quali brevetti si parla invece di citare i programmi che li violano. Microsoft non solo si rifiuta di rispondere a tale domanda ma pare che al momento non abbia intenzione di prendere provvedimenti.

Jim Zemlin, il direttore dell’esecutivo di Linux Foundation ha minacciato Microsoft:

“Touch one member of the Linux community, and you will have to deal with all of us! Industry groups, such as the Open Innovation Network and our own legal programs at the Linux Foundation, aggregate our membership’s patents into an arsenal with which to deter predatory patent attacks. With our members’ backing, the Linux Foundation also has created a legal fund to defend developers and users of open-source software against malicious attack. We don’t expect to but, if needed, we will use this fund to defend Linux.”

“Tocca solo un mebro della comunità Linux e li avrai tutti contro! Gruppi industriali della portata di Open Innovation Network assieme ai nostri programmi legali alla Linux Foundation raccolgono un arsenale tale di brevetti da scoraggiare qualsiasi agressione da parte di terzi. La Linux Foundation ha anche a disposizione un fondo per coprire le spese legali al fine di difendere sia gli sviluppatori che chi utilizza software opensource contro attacchi scorretti. Non era questa la finalità con cui abbiamo costituito il fondo, ma se saremo costretti lo utilizzeremo per difendere Linux.”

Secondo Eben Moglen BigM avrebbe solo da rimetterci dal momento che lei stessa potrebbe esser accusata di violare la GPL. Infatti, come potete leggere qui i voucher che libererebbero Novell dall’accusa di violazione dei brevetti non hanno scadenza. Nel caso in cui SUSE Linux aderisse alla GPLv3 che presumibilmente verrà scritta entro la fine dell’anno tale diritto verebbe di fatto ampliato a tutti gli utilizzatori di Linux di qualsiasi distribuzione.

Quattro giorni fa Christian Einfeldt si è autodenunciato chiedendo a Microsoft di adire le vie legali dal momento che usa Linux, e quindi sicuramente infrange i suoi 238 brevetti. Pare che in parecchi lo abbiano imitato. La lista degli autodenunciati è arrivata a oltre 1200 persone.

Il senso del pudore

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Imparo da Vittorio Sgarbi che se si vuole esercitare correttamente la funzione di assessore non importa essere fisicamente presente, l’importante è essere intellettualmente presente. Infatti testualmente dice:

“Si, si certo, verissimo. Certo è cosi’. Per forza se uno studia storia dell’arte deve andare nelle chiese a studiare i quadri non può stare in ufficio per prendere lo stipendio. “

Il resto dell’intervista trascritta potete leggerla direttamente dal sito della RAI nello spazio di Report.

Vittorio Sgarbi è stato condannato nel 1996 a 6 mesi e 10 giorni definitivi con sentenza della Prefettura di Venezia per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali.

Il tribunale non ha voluto credere alle sue crisi allergico-matrimoniali o agli attacchi di cimurro.

Guerrillaradio se la prende con il povero Sgarbi in quest’articolo proponendo, tra l’altro l’insopportabile intervista di Ricca. Possibile che non si possa lasciar lavorare la povera gente? Sicuramente è facile prendersela con Vittorio Sgarbi, notoriamente pacato ed esempio per tutti di grande umiltà! Per fortuna che le istituzioni invece lo apprezzano dal momento che dopo tale sentenza la sua carriera non ha subito ripercussioni: ora è stimato assessore alla cultura a Milano; chissà se anche lì è presente solo intellettualmente o anche fisicamente! Mi auguro che si sia ripreso dalla sua crisi di allergia al matrimonio, deve essere una patologia molto grave e poco diffusa non ne ho trovato riscontro sui motori di ricerca.

Ieri l’altro Beppe Grillo mette in evidenza come a legiferare sulle nostre pensioni siano personaggi che si sono garantiti la pensione tra 522 giorni 5 ore 30 minuti per aver lavorato per due anni e mezzo di legislatura.

Oggi Camelot-destra-ideale commenta una ricerca apparsa su ItaliaOggi che mostra nel dettaglio quanto gli stipendi dei parlamentari siano non solo esosi (questo si sapeva!) ma anche anticostituzionali….

(Be’.. se uno clicca il banner qui a fianco “Onorevoli Wanted” scopre che il parlamento e le leggi non vanno molto d’accordo, ma non è in parlamento che si fanno le leggi? Devo aver un po’ di confusione in testa!)

Per piacere, va bene che la settimana non è iniziata benissimo, ma non infierite in questo modo! Domani devo andare fisicamente (non solo intellettualmente) a lavorare e tra tre giorni mi arriverà la busta paga con poco più di 1200 euro, facciamo finta che queste cose non le so?

Ecco come si tutela il diritto d’autore: una taglia di 500$ sui pirati!

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Clicca l’immagine per un ingrandimento

Abbiamo visto cosa succede se si scarica un brano di Mousse T tramite emule; abbiamo imparato come la grande azienda della distribuzione musicale si comporta, come si tutela e i mezzi che usa per tutelare giustamente i propri diritti.

Come si comporta l’industra cinematografica invece? Come riuscire a stanare i criminali ed evitare la diffusione di copie pirata presenti su internet già il giorno dopo la prima?

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Ballmer si ripete, ma stavolta Microsoft non smentisce

Foto: Steve Ballmer

Scavando un po’ su Google e su Digg si può facilmente scoprire che Ballmer aveva ripetuto le stesse accuse su Linux esattamente tre anni fa.

Anche in quel caso, si erano alzate numerose polemiche, ma Microsoft aggiunse subito dopo che Ballmer era stato frainteso. Ballmer si trovava a Singapore dove stava parlando ai leaders di diversi paesi asiatici. Ballmer citava il reporto OSRM [Open Source Risk Management], uno studio eseguito da una compagnia indipendente circa i rischi dell’utilizzo di tecnologie opensource in relazione ad una domanda su Linux e i suoi costi di licenza.

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Le reazioni alle dichiarazioni di Ballmer sui brevetti Microsoft: Novell, Moglen e Torvalds

Le recenti dichiarazioni di Microsoft sul numero dei brevetti infranti da GNU/Linux hanno sollevato un polverone con Novell nel mezzo.

A detta di Microsoft, i clienti Novell sono gli unici ad esser tutelati dalla violazione di tali brevetti visto l’accordo con questa azienda.

Novell, già dal tempo oggetto di feroci critiche dal mondo opensource, alle prime dichiarazioni di Ballmer dello scorso novembre si difese con questa lettera aperta.

La parte saliente, a mio avviso è la seguente:

“Since our announcement, some parties have spoken about this patent agreement in a damaging way, and with a perspective that we do not share. We strongly challenge those statements here.

We disagree with the recent statements made by Microsoft on the topic of Linux and patents. Importantly, our agreement with Microsoft is in no way an acknowledgment that Linux infringes upon any Microsoft intellectual property. When we entered the patent cooperation agreement with Microsoft, Novell did not agree or admit that Linux or any other Novell offering violates Microsoft patents.”

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Il signore dei brevetti e quello delle mosche

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Foto da HappyPenguin

Siamo entrati in una nuova fase dell’attacco diretto tra Microsoft e Open Source.

Rivediamo brevemente le tappe del FUD Microsoft che potete trovare anche qui o qui.

1997 – Linux non è una minaccia (ha solo il 7% sui server)

1999 – Linux fa schifo: le applicazioni non sono mature. Il modello di sviluppo opensource non funziona, la qualità dei programmi è pessima.

2000 – Steve Ballmer: Linux è il comunismo

2001 – Steve Ballmer: La GPL (licenza con cui viene rilasciato il kernel Linux e le applicazioni GNU) è un cancro.

2002 – Linux è caro. Finanziare imprese “indipendenti” che dimostrino che sui server è meglio installare Windows che Linux (Campagna Get The Facts)

2003 – Linux è copiato da Unix. Finanziare SCO perché faccia causa a IBM, RedHat, Novell e ad altri.

2004 – Linux è caro. Ri-finanziare imprese “indipendenti” che dimostrino meglio che sui server è meglio installare Windows che Linux (Campagna Get The Facts II – Il ritorno)

2006 – Accordo con Novell in pieno stile Embrace, Extend, Extinguish (incorpora, amplia e stermina)

2006 – Steve Ballmer:”Linux è bello, per forza! Usa i nostri brevetti illegalmente!”

Oggi – Steve Ballmer:”Linux viola 235 nostri brevetti. Rapido resoconto: 42 nel kernel, 65 in Xorg, 45 in OpenOffice e altri 83 in vari applicativi”.

Attenzione se campate troppo, probabilmente potreste infrangere un brevetto Microsoft, BigM ha brevettato l’immortalità. D’altra parte Microsoft deve pur rientrare di tutti quei soldi spesi in brevetti.

Son curioso di sentire che dirà Stallman. La notizia la trovate pressoché ovunque, in italiano ad esempio qui, qui o qui. Se volete riderci sopra, leggetevi questo.