Archive for the ‘Curiosità dalla rete’ Category

Ancora censura su flickr!

Un paio di giorni fa guardando le statistiche dei miei scopro che un articolo che ho scritto quasi un mese fa sta ultimamente riscuotendo un certo successo. In quel post parlavo di come molti utenti di flickr si fossero lamentati dei metodi discutibili con cui gli amministratori classificassero il materiale sul sito, e di come facilmente censurassero contenuti del tutto innocenti.

Da qualche giorno su un forum di flickr è in atto una nuova protesta. Cosa sta succedendo?

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L’università di Bologna non sta agli scherzi!

Scusate ma questa notizia è troppo divertente!

Oggi la laurea si consegue solo dopo aver totalizzato un certo numero di crediti formativi che vengono rilasciati ad ogni superamento di un esame. Alcuni studenti mettono in atto lo scherzo descritto in questo video.

Per chi non ha voglia di vederselo, questi burloni mettono in giro del finti buoni del valore di un credito formativo ciascuno da registrare direttamente in segreteria.  Contestualmente mettono su una specie di mirror della homepage dell’Università che contiene informazioni su questi bollini.

Qual è la reazione dell’ateneo bolognese?

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Nuovo sistema di censura da parte di Flickr

Le famiglie che passeggiano per fare shopping assieme sono davvero oscene!

Tra le top news di digg oggi ho trovato questo articolo che parla di censure un po’ strane effettuate da Flickr. Qui sotto la traduzione.

“Come sanno molti bloggers (e anche Repubblica n.d.t.), Flickr è un sito per la condivisione di materiale fotografico molto conosciuto in rete.

Contiene più di mezzo MILIARDO di immagini scattate da persone dai quattro angoli della terra e sta diventando un vero e proprio punto di incontro per fotografi professionali, semplici appassionati di fotografia o persone che vogliono semplicemente condividere le foto dei propri figli o del proprio gatto.

Da qualche tempo, Flickr ha deciso di installare un nuovo sistema di filitraggio, mediante il quale attribuisce una variabile alle foto a seconda del loro livello di contenuto: in altre parole ogni foto nel suo database viene classificata con G (per tutti), PG-13 (vietata ai minori di 13 anni) o XXX (porno).

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Forse domani col DolceForno intercetteremo aerei militari?

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Foto da : Il Dimenticatoio

Chi ha più di 30 anni non può non ricordarsi del Dolce Forno Harbert. Un elettrodomestico giocattolo capace di cuocere sformati e sfornare torte.

Spesso la tecnologia pensata per un utilizzo può tornare utile per tutt’altro, in barba a tutte le protezioni anticopia e ai lucchetti digitali.

Vi ricordate l’imbattibile tecnologia anticopia “Key2Audio” progettata da Sony messa in crisi da un pennarello?

Ebbene, a proposito di DRM, diritti digitali e quant’altro scopro oggi su OKNotizie di Alice che Daniele Di Gregorio è riuscito a vedersi una partita di calcio tramessa da Sky grazie ad una attrezzatura a dir poco imbarazzante.

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[fonte ikaro]

La scuola è uno zoo

Ingresso dello Zoo di San Diego, Foto di tukaintheusa

Mi accingo a parlare di una cosa che mi fa saltare i nervi. Oggi apre il furum di scuolazoo. Che cos’è? Io non saprei bene come definirlo.

Poco meno di un mese fa, Fioroni, il nostro attuale ministro della Pubblica Istruzione, decide di inasprire le sanzioni contro l’utilizzo del cellulare nelle scuole. Qualche giorno dopo i ragazzi di Padovarulez, un sito gestito da due padovani, aprono un blog con l’intento di raccogliere da tutta Italia tutti quei filmini che prima venivano spediti su YouTube. Da subito è un successo, diventa uno dei siti più visitati in tutta Italia. Ne parlano i telegiornali, i quotidiani e le riviste online; gli stessi ragazzi hanno raccolto una rassegna stampa.

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LisaNova interpreta 300 e YouTube la paga

YouTube ha deciso di pagare gli utenti più creativi, come riporta un’articolo di oggi su Punto Informatico. Tra i primi autori che verranno pagati compare il nome di LisaNova, un personaggio eclettico che davvero non manca di fantasia. Recentemente ha reinterpretato “300“, il recente film di Zack Snyder basato sul fumetto Frank Miller. Per chi non lo avesse ancora visto qui c’è il trailer in italiano.

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Evviva il portatile a manovella!

Laptop a manovella

Facciamo un passo indietro. Nel gennaio 2005 Nicholas Negroponte, persona di grande carisma, fondatore del Media Lab del M.I.T, sensibile al problema del digital divide, dopo aver avviato con successo tre scuole in Cambogia fornendole di connessione a banda larga assieme alla moglie decide di dar luce a una associazione ed a un progetto.

L’associazione è la OLPC ovvero One Laptop Per Child, un’organizzazione non-profit per sovraintendere al progetto. Il progetto è quello di costruire un computer da 100 dollari. Ma come è possibile vendere un computer, per di più un laptop a 100 dollari??

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Chi ha bisogno di X?

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Come si può velocizzare l’avvio del nostro computer? Ecco una panoramica di alcune piccole applicazioni da console che ci permettono di effettuare le attività più comuni senza caricare pesanti interfaccie.
Può capitare di dover accendere il computer solo per cercare un’informazione su google, solo per ascoltare musica o vedersi un film, solo per dover vedere le foto della macchina fotografica digitale o solo per masterizzare un CD. Eppure tutte le volte che accendiamo il nostro PC vengono caricati i driver di TUTTE le periferiche, dobbiamo aspettare l’avvio di una pesante interfaccia grafica e di tante altre cose di cui il più delle volte non abbiamo bisogno.

La domanda a questo punto sorge spontanea: se voglio masterizzare un CD di dati perché prima di poterlo fare devo aspettare che il mio pc carichi il driver per la webcam o per la stampante? Perché devo aspettare che si carichi KDE o Gnome? Voglio solo masterizzare un disco, quindi l’unica cosa che mi serve è un programma che scriva sul CD e l’accesso ai dati da masterizzare.

Viene in mente il DOS. Infatti rispetto ai sistemi operativi moderni, multimediali e multitasking il vecchio DOS aveva un grosso, un enorme vantaggio: non caricava nulla che non ti servisse.

Il fatto è che Windows c’ha abituato a queste icone, ci ha abituato alle finestre, il che non ha nulla di male ma se non ne abbiamo bisogno? Inoltre, più sono raffinati e belli i nostri desktop più richiedono un dispendio di risorse. E’ paradossale: abbiamo masterizzatori che viaggiano a 52x ma per poterli utilizzare dobbiamo aspettare per caricare un’interfaccia a milioni di colori.

Quello che voglio mostrare è che se usiamo Linux o un qualsiasi sistema BSD al posto di Windows non siamo obbligati a caricare cose che non ci servono, possiamo dire al nostro computer: carica SOLO quello di cui ho bisogno e fai SOLO quello. Pratica impossibile (o a me sconosciuta) su windows.

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Mal d’Ubuntu

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Ebbene sì, un casino così per una distribuzione Linux non s’era mai visto!

Siti intasati (ma questo è già successo), canali IRC che non parlano d’altro (la chat soffre di febbri ricorrenti, si sa), blog intasati da commenti sullo stato di download dell’ISO (quando il numero dei commenti supera quota 100 chi riesce a starci dietro?), ne parla Repubblica??? (Ecco questo ancora non era successo!)

Era la fine del 2004 quando su #oltrelinux di Azzurranet Henryx mi parlava di questa nuova distro basata su debian che usava Gnome invece di KDE.

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Finalmente il Cubo anche per Windows!

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Ne ho letto la recensione su punto informatico di oggi. Ebbene sì, sarà possibile trasformare il vostro Desktop in un cubo tridimensionale e letteralmente navigare su tutte le aree laterali. Si chiama YODM che sta per Yet anOther Desktop Manager ed è scaricabile qui.

Ma io devo aver già visto questa cosa, ma dove??… 🙂

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