Libri aperti

Verso la metà di giugno scorso mi ha contattato Renato Baietta. Dopo più di un mese finalmente mantengo la promessa che gli avevo fatto e parlo del suo progetto.Iniziamo con il dire chi è Renato, io a dire il vero non ne so molto, quel poco che so lo posso dedurre dalle email che ci siamo scambiati e dal sito che ha aperto.

Quel poco che so è che è una persona piena di sogni, di ideali, alcuni dei quali possono anche sembrare utopistici e irrealizzabili, ma internet ci ha spesso insegnato che a volte proprio le iniziative che riteniamo più improbabili sono quelle che poi finiscono per prendere piede.

Il progetto di cui intendo parlare Renato lo ha chiamato “Libri Aperti“.

Come funziona l’istruzione nel nostro paese? La scuola, ovvero l’intero sistema di istruzione in Italia, prevede sia nella scuola primaria che secondaria l’utilizzo di testi pubblicati da case editrici adottati dagli insegnanti.

Diciamolo chiaramente: non è la miglior soluzione che si possa concepire!

Che ci sia bisogno di un testo per accompagnare le lezioni di un docente è indubbio, tuttavia i meccanismi che regolano l’adozione di un testo sono spesso poco felici.

Anche se gli autori dei testi scolastici sono spesso insegnanti e nonostante il fatto che le case editrici tengano (o dovrebbero in teoria tenere) in seria considerazione le segnalazioni che pervengono dal mondo scolastico hanno come priorità il rientro economico; sono soggetti ai diritti d’autore, e, come ho raccontato in questo post, non forniscono i testi a certi insegnanti. Per non parlare poi di altre tipologie di problemi di cui parla in questo articolo sciurapina.

Renato cita quattro libertà:

  1. Libertà di istruirsi. Non si possono imporre delle restrizioni alla possibilità di imparare, acquisire conoscenza è un diritto dell’uomo. Le conoscenze che l’umanità ha sviluppato sono patrimonio dell’umanità e all’umanità devono essere divulgate. Non è concepibile che una persona indigente non possa istruirsi perché non può comprarsi un libro.
  2. Libertà di adattare un libro ai propri insegnamenti e ai propri programmi di studio. Questa frase è rivolta a tutte le Scuole e a tutti gli insegnanti: quante volte si è costretti ad acquistare un libro voluminoso del quale si utilizzerà soltanto una parte? Perché dovrei acquistare anche quello che non utilizzerò?
  3. Libertà di redistribuire copie del libro. Sopratutto a chi ne ha bisogno, senza paura di violare i diritti di copyright di nessuno.
  4. Libertà di migliorare un libro e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, per farne beneficiare tutta la comunità.

Tutte queste libertà sono limitate per non dire intralciate sistematicamente dall’esistenza delle case editrice e dal diritto d’autore.

Abbiamo un modello in rete; un modello di licenza che deriva dalle Creative Commons e dalle GPL; abbiamo anche un modello di sviluppo in rete: se pensiamo ad un applicativo opensource tipicamente è sviluppato da una comunità sotto la direzione di uno o più responsabile tramite strumenti come il CVS o l’SVN.

Esiste anche un linguaggio di marcatura, un programma aperto per la stesura professionale di testi per l’editoria: il TeX o il LaTeX.

Renato mette assieme tutto quanto ed ecco che nasce la sua idea di “Libri Aperti”. Mette su questo sito dove illustra la sua idea.

Inizia piano piano a contattare i blog di insegnanti che trova in rete, scopre che esiste un’iniziativa simile alla sua negli Stati Uniti ed inizia a lavorare alla stesura su un testo di Algebra proprio per dimostrare che si può fare.

Vi invito a contattarlo e a sostenere il progetto anche semplicemente divulgando l’idea. Sarebbe davvero molto bello che testi su competenze assolutamente di base fossero liberamente reperibili e scaricabili in rete.

I prezzi dei libri di testo scenderebbero vertiginosamente. Quanto pretende una copisteria per stampare un manuale pdf? Sicuramente meno di quanto ci chiede una qualsiasi casa editrice per un libro scolastico.

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6 comments so far

  1. gato on

    Complimenti a tutti per la bellissima idea. Vedere ancora gente che pensa in questa maniera mi sembra quasi un sogno.Complimenti ancora.

  2. Renato Baietta on

    Grazie a Sughero per il post, grazie a Gato per i complimenti. Servirà parecchio impegno: tra poco comincia la traduzione dei libri di fisica di Ben Crowell. Ma non ho fretta, l’importante è che se ne parli, e mi auguro di convincere sempre più persone che si può fare. Ciao.

  3. Enrico on

    Ho letto solo di recente i tuoi commenti relativi al post , nel blog di Paperino.
    Volevo farti, anzi farvi (a te e Paperino), i complimenti per il civile quanto raro scambio di idee che, si vede lontano un miglio, proviene da persone che sanno il fatto loro e prive della spinta proselitrice e flamerista che affligge molti bloggers e commentatori di blog.
    Mi è talmente piaciuto ciò che ho letto che vi ho dedicato un articolo sul blog in cui scrivo da qualche mese.
    Ovviamente sei finito nel mio blogroll e spero vivamente che avrai il tempo e la voglia di aggiornarlo di tanto in tanto.
    Complimenti

  4. Enrico on

    P.S.
    Non sapendo dove inviare i miei complimenti, non ho trovato altro modo se non quello di inserire un commento al tuo ultimo post.
    Mi renfo conto che la mia ultima frase del commento precedente è un po’ criptica.
    Volevo solo dire che mi auguro avrai tempo e voglia di aggiornare il tuo blog.

  5. sughero on

    Enrico ti ringrazio molto per i complimenti. Ultimamente non ho molto tempo da dedicare al blog è vero. Prevedo di riprendere in tempi decenti e almeno riuscire a pubblicare articoli con una cadenza più regolare 😉

  6. Salvatore on

    Speiamo, in effetti anch’io mi chiedevo che fine avessi fatto.. 😉


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