Il kit del perfetto copione

Sottotitolo: la tentazione per il titolo del post era sostituire “gl” al posto di “p” nella parola copione.. ma alla fine ho desistito!

Da qualche giorno non ho più aggiornato questo blog; sono stato nominato membro esterno in una commissione di maturità per l’esame di stato.

I lavori di rito, assieme alla correzione delle prove scritte mi hanno portato via parecchio tempo, tuttavia proprio in tema di esami ho scoperto un piccolo ritrovato che potrebbe dare una mano a chi preferisce copiare e truffare i commissari piuttosto che utilizzare la sede d’esame per dimostrare quello che sa.

Il giorno prima della seconda prova scritta per l’esame di stato ho fatto un piccolo giretto su internet alla ricerca su eventuali provvedimenti che è tenuto a prendere un commissario nel momento in cui scopre un candidato copiare.

Intendiamoci, se la prova è di matematica, tipicamente contenente problemi ed esercizi è difficile che uno studente provi a copiare da qualche libro dal momento che troverebbe al più qualche formula che non ricorda, il pericolo è che si faccia passare la soluzione da un compagno.

Ebbene, mentre è previsto che chi viene scoperto in possesso di un cellulare o di un palmare venga immediatamente espulso, non ho trovato nulla riguardo due candidati che si passino informazioni.

Nella ricerca di eventuali sanzioni per candidati che tentino di copiare mi sono imbattuto in un simpatico oggettino.

penna_300x100.gif

La tecnologia da un valido aiuto a chi preferisce evitare penose ore di studio sui libri. Da oggi, al modico prezzo di 15 € potete acquistare una penna ad inchiostro invisibile cliccando sul banner.

Non che le tecniche di steganografia siano una grossa novità: fin da bambini ci si divertiva ad usare il succo di limone per scrivere, osservando che tal scrittura diventava visibile soltando dopo aver opportunatamente scaldato il foglio con una candela o con un ferro da stiro.

Oggi, finalmente ora c’è chi ha pensato di farne un uso commerciale.

Il kit in questione prevede due penne, la prima possiede una punta molto sottile e scrive con una sorta di inchiostro simpatico, la seconda è apparentemente una banale penna a biro ma è dotata di una piccola luce a raggi ultravioletti capace di rivelare la scrittura nascosta.

Quello che mi infastidisce, o forse dovrei dire indigna, non è tanto l’esistenza di questo kit un po’ in tono James Bond serie Z, piuttosto la pubblicità che ne viene fatta. Sicuramente esistono utilizzi legali per tale apparecchiatura e decisamente non c’è assolutamente nessun bisogno di una pubblicità del genere: a ogni studente verrebbe in mente l’utilizzo del suddetto kit per una prova scritta, che bisogno c’è di dirgielo?

Trovo invece intollerabile l’invito a comportarsi in maniera truffaldina. Queste penne vengono vendute esplicitamente ai ragazzi al fine di fregare i professori durante la maturità.
Tra l’altro non funzionerebbe affatto, quindi tale pubblicità è di fatto una truffa agli studenti piuttosto che alla commissione esaminatrice. Tale penna può venire utilizzata sicuramente per un compito in classe ma non per un esame di Stato.

Durante l’esame di Stato infatti non è consentito l’utilizzo di fogli che non rechino timbro dell’Istituto e sigla di un membro della commissione neppure per la malacopia.

Un candidato, durante la stesura degli elaborati, non può quindi neppure utilizzare fogli diversi da quelli previsti; inoltre il numero dei fogli in dotazione per ogni candidato viene opportunatamente segnato. Prima di procedere alla correzione la commissione ha il compito di sincerarsi che tutti i fogli che lo studente ha utilizzato compaiano nell’elaborato consegnato: non è consentito cestinare nulla.

Pertanto il candidato per poter utilizzare tale penna dovrebbe:

  1. procurarsi un foglio protocollo identico a quello che avrà a disposizione il giorno della prova.
  2. falsificare il timbro della scuola.
  3. falsificare la sigla di un membro della commissione presente il giorno di tale scritto.
  4. usare sopra la penna ad inchiostro simpatico.
  5. riuscire ad ingannare la commissione sul numero di fogli in suo possesso.

La vedo veramente molto.. ma molto dura 🙂

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1 comment so far

  1. Filippo on

    E se uno scrivesse sulla pelle? o magari sul muro del bagno… entra e con la penna a luce uv si legge le sue formule oppure un complice dopo aver saputo il tema d’esame scrive tutto sul muro della porta del bagno, poi con la lucina lo studente va a leggere!


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