Ballmer si ripete, ma stavolta Microsoft non smentisce

Foto: Steve Ballmer

Scavando un po’ su Google e su Digg si può facilmente scoprire che Ballmer aveva ripetuto le stesse accuse su Linux esattamente tre anni fa.

Anche in quel caso, si erano alzate numerose polemiche, ma Microsoft aggiunse subito dopo che Ballmer era stato frainteso. Ballmer si trovava a Singapore dove stava parlando ai leaders di diversi paesi asiatici. Ballmer citava il reporto OSRM [Open Source Risk Management], uno studio eseguito da una compagnia indipendente circa i rischi dell’utilizzo di tecnologie opensource in relazione ad una domanda su Linux e i suoi costi di licenza.

La domanda e la relativa risposta erano:

DOMANDA: In Asia stiamo osservando un grande supporto all’opensource da parte dei governi. (Fuori dal microfono). Favorire solo lo sviluppo del software opernsource, perché si ha l’impressione che con quello si avrebbero vantaggi sulla sicurezza nazionale, per via del codice aperto e, secondariamente per il costo delle licenze.

BALLMER: Mi lasci chiarire un attimo la questione. Innanzitutto, credo che la cosa più importante — Se mai dovessi fare una gerarchia di priorità, il miglior suggerimento che possiamo dare è raccomandare a tutti i governi di non cedere emozionalmente nella preferenza di un software a seconda che venga da una compagnia commerciale o che sia opensource. Crediamo che la politica più sensata per la maggioranza dei governi sia una politica di neutralità, scegliendo il software per una determinata applicazione che incontri meglio le necessità del governo.

Sulle problematiche che lei ha evidanziato, abbiamo ascoltato i bisogni, per quello che riguarda la sicurezza nazionale, da un diverso numero di governi. Diamo la possibilità di accesso sotto licenza ai governi. I governi possono leggere il codice sorgente. Crediamo davvero che il nostro software sia molto più sicuro della controparte opensource. E’ più sicuro perché siamo noia garantirlo, perché siamo noi dietro quel codice, siamo noi a mantenerlo e perché voi sapete chi l’ha creato. Nessuno può sapere chi ha concepito un codice opensource, da dove viene e chi lo ha scritto.

Abbiamo capito le necessità dei governi e per ogni governo presente in questa stanza oggi, siamo pronti ad aprire un dialogo e vagliare delle alternative; se non abbiamo già formazzito un accordo anche a condividere il nostro codice con voi. Lo abbiamo fatto in Russia, lo abbiamo fatto in diversi paesi asiatici e credo di poter rassicurare molte persone dicendo che in nessun modo Microsoft o qualcun altro possa aver accesso a segreti nazionali utilizzando il nostro software, questa è la prima cosa.

La seconda questione, sui costi di licenza vorrei dire un paio di cose. Primo, non so quanto sia chiaro a qualcuno quali siano i costi di licenza per l’opensource. Oggi, la gente dice, be’.. è gratis, ma non possiamo dire che lo rimarrà a lungo. Il software opensource oggi non rispetta nessun ente che detenga delle proprietà intellettuali. Esiste uno studio uscito la scorsa estate eseguito da un gruppo opensource che ha messo in evidenza che Linux viola 228 brevetti. Tra qualche anno, in tutti i paesi che entreranno nel WTO, qualcuno potrebbe bussare alla porta e chiedere dei soldi per questi diritti sui brevetti. Pertanto i costi di licenza non sono così limpidi come ognuno oggi possa credere.

Poco dopo quell’intervista però, è intervenuto Ravicher, l’autore del report OSRM citato da Ballmer.

Ravicher ha precisato che il software opensource ha molto meno da temere sui rischi derivanti dai brevetti di quanto ne abbia il software proprietario; Ravicher ha evidenziato che NESSUN programma opensource è mai stato portato in tribunale per aver infranto un brevetto e che le violazioni trovate sono davvero poche; al contrario, il software proprietario come Windows viene citato più volte per aver infranto brevetti.

Dal 2004 a oggi sono passati tre anni; il personaggio è lo stesso: Ballmer; le accuse sono le stesse: Linux viola i brevetti, ma ci sono delle differenze. Quali?

Non sono l’unico ad aver ritirato fuori i commenti di Ballmer a Singapore, lo fa anche questo blog.

Le differenze sono che oggi:

  1. Ballmer non parla a qualche governo asiatico a Singapore ma a Fortune, che fa parte di CnnMoney.
  2. I proprietari di quesi brevetti non sono generici, ma sono di Microsoft.
  3. Non si cita uno studio effettuato da terzi fraintendendolo, il che fa pensare ad un conteggio fatto a Redmond

Ma il FUD del 2004 non può essere uguale al FUD del 2007.

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