Non ti piace Linux? Continua pure a NON usarlo!

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Fino a 4 o 5 anni fa di linux si parlava decisamente poco ed era un bene. Ora non so bene per quale motivo sta diventando sempre più di moda e si è formata una sorta di “comunità” che non riuscendo ad installarlo o a usarlo in modo decente scrive articoli dicendo che questo sistema operativo non è maturo per il desktop.

Leggendo questi articoli scopro che l’autore dedica a GNU/Linux mediamente un paio di pomeriggi. Questi signori, magari per ingannare la noia di un sabato pomeriggio piovoso, o per giustificare l’acquisto di un nuovo disco fisso un bel giorno si dicono “diamo a Linux una chance”.

Non riuscendoci da una parte e forse non volendo sentirsi cretini dall’altra, in quanto utenti di computer con una certa esperienza, non possono di certo ammettere di esser loro incapaci; e allora eccoli! Pronti a trovare qualcosa che non va nel pinguino, per poi dopo farne pubblica dichiarazione al mondo.

Il lettore dei loro articoli quindi non ha l’impressione che installare linux sia una questione di pazienza, voglia di imparare, al contrario viene invece confortato: è semplicemente “quel” mondo che non è pronto per lui, quel sistema non è maturo! Glielo dicono gli esperti.

C’è una parte del mondo linux che fa proseliti e che si impegna nel dimostrarci quanto sia “meglio” utilizzare il pinguino al posto del blasonatissimo Windows. Forse proprio questi utenti linux si sentono punti nel vivo da questi articoli e allora finiscono anche loro col credere che ci debba necessariamente essere qualcosa che non va. Finiscono anche loro nel gruppo azzardando ipotesi su cosa si debba o non si debba fare per rendere più appetibile tale sistema operativo.

Non voglio però esser così generico. L’articolo di Roberto Buonanno mi ha fatto perdere le staffe a tal punto dal farmi replicare a ogni sua singola affermazione, di seguito riporto in corsivo le sue affermazioni e sotto le mie controdeduzioni.

Com’è facile Linux oggi!

La mia prima installazione di un sistema operativo basato su Linux risale a tanti anni fa e mi vedeva alle prese con un’edizione arcaica di Red Hat. Aveva un setup così “semplificato” che, per far funzionare il mio masterizzatore CD SCSI, ho dovuto inserire manualmente l’indirizzo esadecimale del controller….”

E vabbe’.. dal momento che sicuramente con l’hardware in questione non sarà stato fornito il driver per nessun kernel linux non si può pretendere che succeda come con Windows. A parte che mi sembra di ricordare che con cdrecord non fosse poi così complicato.. comunque..

“User friendly? Non esattamente.I miei primi anni con Linux sono proseguiti con me che installavo, configuravo alla perfezione il sistema e, quando tutto funzionava, compresi audio e grafica 3D formattavo e tornavo a lavorare su Windows. Fra una sessione e l’altra mi tagliavo la barba ovviamente.
Infatti la vera sfida non era tanto usare Linux, quanto configurare correttamente tutto l’hardware perché funzionasse a dovere. Una volta ascoltati un paio di MP3 e giocato qualche minuto a un gioco 3D la curiosità scemava.”

Morale: non l’hai mai voluto usare seriamente, non lo hai mai studiato dal momento che non appena verificavi che tutto funzionava smetteva di interessarti.

Oggi le cose sono decisamente migliorate ma l’universo Linux ha ancora gli stessi problemi: si crogiola nella propria auto referenzialità, continua ad essere complicato da gestire e nel settore desktop offre una concorrenza minima a Windows.”

Non capisco… Le cose sono migliorate o no? Devi ancora impazzire per installarti il tuo masterizzatore SCSI? La frase mi sembra contradditoria, o forse vuoi dire che sì, sono migliorate ma non abbastanza? Mi dici che continua ad essere complicato nella gestione ed è per questo che non riesce a far concorrenza a Windows? Aspetto che tu scenda un po’ più nel dettaglio.

Un mondo autoreferenziale e frammentato

L’auto referenzialità meriterebbe non un capitolo, ma un libro a parte. In poche parole, agli albori dell’era Linara gli utenti con i “piedi palmati” erano pochi e traevano forza dal fare gruppo. Si tratta fondamentalmente di un classico della Sociologia: un nemico comune aiuta la capacità di coesione.

Un po’ come avviene per gli Spartani del sanguinoso film “300”, i guerrieri del pinguino si scagliavano senza paura contro milioni di utenti Windows. Il motto era, pressappoco “Linux è bello perché è puro, e noi siamo tosti, coerenti e irreprensibili perché usiamo Linux”.

Auto referenziale, per l’appunto.”

Ecco.. qui mi sono un po’ perso; cosa hai fumato? E’ un delirio? Faccio davvero fatica a seguirti. All’inizio gli utenti palmati (come li chiami tu) erano in pochi come lo si è all’inizio di ogni progetto, poi se questo ha successo e prende piede arrivano nuovi adepti, mi sembra normale. Il nemico comune?? E chi è? Windows? Mi spiace farti osservare che questo paragone cinematografico che azzardi è, scusami se te lo dico, un po’ infelice. Buona parte del software sviluppato per gli utenti linux è fatto per collaborare sia con macchine windows che con software windows. Progetti come samba o wine non ti dicono nulla? Il fatto che gran parte degli applicativi abbiano sorgente aperto e che la comunità che li ha sviluppati abbia lavorato alla portabilità in che modo ti fa pensare a un nemico comune?? Non esiste forse Firefox, Abiword, Gimp, Amsn, Vlc per Windows? Son tutti progetti pensati da GNU. Autorefenzialità poi cosa vuol dire? Chi usa Linux parla sempre di Linux? E’ questo che vuoi dire? Forse non sai che gli applicativi GNU girano su tanti altri sistemi: da BeOS a BSD, da QNX a ReactOS. Chiaro, sono sistemi operativi di nicchia, ma è inevitabile che lo siano quando c’è un monopolio. Autorefenzialità vuol forse dire che si parla sempre solo di quei pc che hanno linux? Ma lo sai che esistono versioni a 64 bit da ben prima che Microsoft si decidesse nel rilasciare XP-64? Lo sai che GNU/Linux gira su x86, sparc, alpha e PPC? Citami un altro sistema operativo capace di girare su altrettante architetture.

“Dopo anni di combattimenti, una grande diffusione e, soprattutto, uno sfruttamento commerciale da far cascare la barba a Richard Stallman, agli utenti Linux è iniziato a mancare il brio degli scontri alla “Davide contro Golia”. Del resto come puoi sentirti un piccolo eroe che combatte un gigante, quando nel tuo stesso schieramento ci sono colossi del calibro di Hp, IBM, Novell e Sun”

Combattimenti di chi? Ma di cosa stai parlando? Stai parlando di chi ha messo una distro linux sul proprio PC?? Stai attento a non far confusione! Per Stallman il nemico comune non è mai stato Microsoft, ma il modello di sviluppo a sorgente chiuso che poi ha portato Microsoft ad essere quello che è. Magari prima di pontificare ulteriormente prova a leggerti “La cattedrale e il Bazaar” di Raymond.

Sono le aziende che nell’impossibilità di far concorrenza a Microsoft, visto il suo monopolio, gli standard manovrati, i formati chiusi si sono buttati sul pinguino, e non sempre con successo; non gli utenti!

Il popolo di Linux probabilmente riteneva che un cammino in discesa equivalesse a una dimostrazione di debolezza. Ed ecco che, quando in molti ci aspettavamo il sistema operativo Linux universale, l’esperanto del pinguino, al contrario sono nate centinaia di piccole distribuzioni.”

Tu riesci a vedere disegni che io non ho. Io uso Linux da quasi 10 anni quindi quando parli del “popolo del pinguino” mi sento preso in causa, ma francamente non ho mai pensato a cammini in salita o discesa, magari con l’ingresso di queste aziende nel mondo Linux ho pensato e sperato a uno modello di sviluppo diverso, ho pensato che si potesse affermare (cosa che è successa) un’apertura degli standard. Non ho mai sperato nel Linux universale è un concetto che fa a pugni con la stessa logica con cui Linux è nato!

Ognuno usa un pc per farci cose diverse ed è giusto che ognuno possa scegliere quello che gli sembra più adeguato non ci vedo assolutamente nulla di male. E’ giusto che sia personalizzabile anche a basso livello, le centinaia di distribuzioni ci sono sempre state, non è oggi che nascono.

“Il concetto stesso di “distribuzione” è più che nebuloso al grande pubblico. Una sorta di spazio di probabilità, dove anche l’elettrone di trova come nel salotto di casa. In parole molto povere, si tratta di un assemblaggio di varie componenti che “girano” sopra al kernel linux. Quest’ultimo è infatti la sola costante delle molte “distro” in circolazione, che sono di fatto completi sistemi operativi che variano per la scelta di componenti estetici, funzionali e perfino per scelte etico morali – esistenziali, di alimentazione e composizione melatoninica.”

Ovvio che il concetto di distribuzione sia nebuloso al grande pubblico. L’utonto medio è abituato a ubbidire. Per loro ci deve essere SOLO UN MODO di fare le cose non tante. E’ vero: ogni distribuzione è un diverso sistema operativo, e che male c’è in questo? Mi spiace comunque contraddirti perché neppure il kernel è una costante che ritrovi in tutte le distro. Non esistono due distribuzioni con la stessa versione di vmlinuz. Inoltre sono davvero poche ad usare dei “vanilla”, ovvero il kernel così come è stato concepito dalla comunità di sviluppatori; è abitudine diffusa delle distro patchare i sorgenti per implementare aspetti a danno di altri. Devo precisarti una cosa però. E’ vero che ogni distribuzione fa una scelta, ma tale scelta non è MAI vincolante per l’utente. Il parco software è quello ed è liberamente disponibile per ogni distribuzione che sia decentemente diffusa; pertanto la scelta di installare una distro a discapito di un’altra deve dipendere dalla filosofia con cui è gestita quella distro non dal software che sceglie dal momento che puoi sempre installartelo dopo.

“I linari aberrano la semplicità, ecco quindi che, all’interno della stessa distro nascono ulteriori biforcazioni. Per esempio, la popolare Ubuntu, derivata di Debian con infarinatura di Knoppix, ha a sua volta almeno tre fork, tra cui Kubuntu e Xubuntu. Le varianti di Knoppix, dal canto loro, superano di gran lunga le lingue parlate nell’antica Babele. Chi ha inventato la cucina fusion?

Se la comunità Linux, e in generale Open Source, fosse stata veramente unita, avrebbe potuto influenzare nientemeno che sua maestà Bill “Serse” Gates. Invece il colosso di Redmond, forte di una concorrenza nulla in ambito desktop, si è permesso di lanciare il più maestoso annichilitore di calcolatori mai creato finora.”

Chi ti ha poi detto che chi usa Linux non vuole la semplicità?? Solo perché TU hai trovato complicato installare Linux non vuol dire che tale parere sia universalmente condiviso. I fork sono un bene non un male! Kubuntu e Xubuntu non differiscono in nulla da Ubuntu se non nella scelta del Desktop iniziale! Kubuntu è Ubuntu con KDE al posto di Gnome, così come Xubuntu invece ha XFCE. Non ti seguo! Ti da fastidio poter scegliere?? Ti senti frastornato dalle possibilità? Installane una a caso, ti garantisco che se installi Ubuntu poi scopri che XFCE o blackbox sono più adatti alle tue esigenze puoi sempre installarli! Knoppix è stata la prima liveCD ad avere un grosso successo, al tempo in cui nacque era rivoluzionaria l’idea di avere un sistema che non ti toccava il disco fisso e che rimaneva su un CD; ma magari dopo che uno l’ha provata può desiderare anche di installarla direttamente sul disco. E ancora… Che problema hai con le lingue? Se fosse stata solo in inglese non ti saresti lamentato? Non è un bene che la si possa utilizzare dalla Cina all’India, dal Marocco a Israele?

Ho letto bene? Stai dicendo che la comunità Open Source non sta influenzando Bill Gates?? E allora spiegami un po’, come mai da qualche anno Microsoft ha iniziato a parlare di shared source? Per quale diavolo di motivo Office 2007 ha un formato aperto? Per quale motivo Microsoft sta combattendo perché XML venga riconosciuto come standard ISO? Sai che ha anche lanciato una petizione a tal proposito?

Per quello che riguarda poi la concorrenza a Bill Gates mi permetto di dissentire.. Se fosse nulla la concorrenza nel mercato desktop per quale motivo proporrebbe una suite a 3 dollari nei paesi in via di sviluppo? Perché allora fare accordi con Novell? Se non sentisse nessun tipo di minaccia a che pro lanciare comunicati del tipo “Ci avete rubato il codice”, questione che immagino tu conosca visto che è il tuo stesso sito che ne ha pubblicato la notizia!

Windows Vista sarà anche attaccabile su molti fronti ma ha due caratteristiche che purtroppo nessuna distribuzione Linux ancora vanta: è facile da usare e si usa esattamente come Windows.

E non citatemi Linspire, che è facile solo fin quando si accetta pedissequamente la configurazione di default.”

Le due caratteristiche che citi di Vista in realtà sono una sola. Che vuol dire che Vista si usa come Windows? Windows Vista è Windows che discorsi sono? Volevi dire che si usa come XP? Te lo credo! E’ la sua naturale evoluzione! E’ come se ti dicessi Ubuntu Feisty si usa come Ubuntu Dapper!

Mi parli di Vista? Non appena lo installi e vuoi vederti il filmino con cui hai registrato il matrimonio della cuginetta ti chiede di andare online per scaricarti un codec… a pagamento si intende!

Spiegami poi questa cosa della semplicità! Cosa vuol dire facile? Te lo chiedo in tutta onestà perché non lo capisco. Da molto tempo sento questa lamentela sul fatto che Linux sia difficile. Ho poi capito che facilità è sinonimo di Windows, ovvero “facile è come si fa su Windows” non esistono alternative.

Devo dirti però che ho seri dubbi sulla semplicità di Windows. D’accordo se si tratta di installare un nuovo applicativo, ma se c’è un problema con Windows, aiuto! Dove mettere le mani?

Qualche tempo fa ho dovuto installare una versione di XP senza il SP2, avrei dovuto scaricare il pacchetto con l’aggiornamento online. Non facevo in tempo a collegarmi che collezionavo una serie interminabile di worm e la macchina si paralizzava! E’ semplicità questa?

E’ semplicità avere un sistema operativo pieno di cazzate che non userai mai tipo il flipper o msn exchange, senza un parco di applicativi di cui sicuramente avrai bisogno? Non hai nessun codec multimediale, non hai una suite per l’ufficio incorporata, non hai un programma per masterizzare e neppure un browser web decente? (Oops scusa, IE 7 è favoloso ora che è uguale a firefox!)

Chiaro, li installi dopo, ma non parlarmi di semplicità! Mi sembrano quei raffronti sulle falle dei sistemi che confrontano Linux (che è dal momento in cui l’installi pieno di tutti gli applicativi di cui avrai bisogno) con Windows (che contiene a malapena outlook e l’explorer).

Nonostante la documentazione sul sito Microsoft sia fatta discretamente non è poi proprio uno spasso mettere le mani nel registry. Mai capitato casino tra le librerie? Riavvii continuii o errori incomprensibili? Mai capitato che la stampante non funzionasse e l’unico suggerimento trovato fosse chiedere all’amministratore di sistema, ovvero a te stesso?

Se un sistema windows si incasina qual è la soluzione?

Modalità provvisoria, l’allegra console di ripristino con tanto di dischetto di installazione impolverato sperduto chissà dove?

NO! Paradossalmente la soluzione più rapida è reinstallare tutto daccapo! Bella roba! Trovamelo un forum dove si parla di Windows come si parla di Gentoo, Debian, Slackware o Ubuntu dei problemi che nascono sotto quel sistema operativo e delle strategie su come risolverli!

La difficoltà diminuisce grazie a Internet

Per installare una distribuzione Linux di quelle ritenute “semplici”, bisogna ancora essere esperti di Linux o, perlomeno impavidi. Le nuove “distro”, come la citata Ubuntu, hanno sistemi d’installazione decisamente più amichevoli che in passato, ma sono ancora impervie se non pericolose in mano ai meno esperti.

Per esempio Ubuntu, tra le domande all’inizio dell’installazione, ancora non chiede qualcosa del genere: “vuoi installare Linux perché funzioni in contemporanea con Windows, senza danneggiare l’installazione di quest’ultimo?”.”

Decisamente è molto più semplice che un tempo, se hai avuto difficoltà ti avrei voluto vedere nel 2001 a installare la familiar su un IPAQ 🙂

Mi dispiace contraddirti, l’installazione di Ubuntu, come quella di Mandriva, come quella di Suse è davvero a prova di dummies, impervia proprio per nulla.

“Io stesso per evitare di rischiare l’eliminazione del mio Windows XP ho optato per il partizionamento manuale. A mio parere la stessa parola “partizionamento” è in grado di far venire la febbre gialla a un utente medio, figuriamoci con la postilla “manuale”. Intendiamoci: anche Windows XP e Vista piallano volentieri il disco fisso, ma fino a prova contraria sono quelli basati su Linux i sistemi alternativi, ovvero che devono necessariamente saper coesistere.”

Scusami se mi permetto… dicendo “Io stesso” cosa intendi? Persino tu? Non mi sei sembrato un genio dell’informatica da quanto hai scritto finora.

Di nuovo mi citi una caratteristica positiva come quella di poterti partizionare il disco da un’interfaccia grafica come se fosse una cosa da evitare? Vorresti una distribuzione che ti pialla il disco senza starti a chiedere nulla? Mi spiace, ma quello non è neppure più lo stile Microsoft, addirittura anche XP ti chiede in che partizione installarsi (salvo farsi i cazzi suoi nell’MBR!); forse ti piaceva il 98 che scriveva la sua partizione senza starti a seccare con sciocche domande sulla salvaguardia dei tuoi dati.

Comunque, hai ragione. Mille volte meglio Windows, che dal 2000 in poi non è in grado di gestire le partizioni in modo decente. A proposito di semplicità guarda quant’è semplice creare una nuova partizione con Windows. Non ha un fdisk decente tant’è che Microsoft è addirittura costretta a dar lezioni su come usare i tools GNU per liberarsi di Linux.

Ed eccoci dinuovo con la pretesa: “Intendiamoci: anche Windows XP e Vista piallano volentieri il disco fisso, ma fino a prova contraria sono quelli basati su Linux i sistemi alternativi, ovvero che devono necessariamente saper coesistere.”

Scusa… e perché? A maggior ragione Microsoft dovrebbe tutelare i tuoi dati in un aggiornamento visto che aggiorni roba sua. XP è di Microsoft esattamente come lo è Vista, Windows 98 o ME, falli coesistere allegramente se ci riesci! Linux sa coesistere se lo conosci perché non è un sistema invasivo e fa quello che gli dici TU, non quello che vuole LUI senza dirtelo! Tu da una parte vuoi un sistema che non ti faccia troppe domande (Oddio.. la partizione manuale.. che sarà??) e dall’altra pretendi che faccia quello che vuoi tu.

Insomma, terminata l’installazione devo ammettere che il desktop di Ubuntu è piacevole, ma noto che le finestre si muovono in maniera un po’ traballante e insicura. Manca certamente il driver della scheda video, che in questa occasione è marcata ATI; digito su Google “install ati driver ubuntu” e magicamente trovo un blog dove un esperto spiega passo per passo come fare.”

Problema che mi sembra essere comune anche a Vista. Pare infatti che aspetti un pochino a fare “WOW” dal momento che non è proprio automatico (almeno per ora) trovarsi i driver giusti per la propria scheda video; al contrario, forse più è difficile trovare un blog di esperti di Vista…

“Scopro che non c’è il classico utente di root e che bisogna precedere ogni comando che richiede permessi di amministratore con la parolina “sudore crocco-glassato”. Siccome non mi piace sudare, ecco che cercando su Google “add root user ubuntu” scopro che l’utente c’è e basta assegnargli una password per usarlo.

Via di questo passo ho risolto ogni mia esigenza con ulteriori ricerche su Google.”

Eddai qui però giochi sporco! Se sai dell’esistenza di un utente root su sistemi *nix sai anche di sudo, o almeno sai che root lo si può creare. Altrimenti, ci sto, non sai di sudo ma non sai neppure di root e quindi non puoi pretenderlo. Non puoi quando ti fa comodo fingerti il neofita che non sa nulla di Unix e invece in altri momenti pretendere che determinate caratteristiche tipiche di tali sistemi siano implementati sulla distro X. Ubuntu tra l’altro è una delle pochissime distro che non ha un account di root previsto da default, cosa che puoi aggiungere un 3 nanosecondi. Premettere sudo ad ogni comando non è altrettanto tedioso che dare le continue conferme di sicurezza come su Vista… Andiamo, siamo onesti!

“Ed ecco l’illuminazione: la conoscenza Linux distribuita sulla Rete ci rende meno ignoranti e rende il pinguino più amichevole. I miei esempi sono in inglese – lingua che i giovani in teoria studiano a scuola – ma ho trovato moltissimi blog e siti di supporto in perfetto italiano.”

Me ne rallegro! Benvenuto, allora forse erano vane le tue lamentele poc’anzi… e invece NO!:

“Alla fine dei conti però mi sono reso conto che certi aspetti delle comunità Linux e Open Source non cambieranno mai. Confido a un amico linuxaro “carino Ubuntu, l’ho installato e sono rimasto piacevolmente..” non faccio in tempo a finire che questo risponde “Ubuntu fa schifo, ha il desktop manager Gnome, devi usare Kubuntu, usa KDE, che è molto meglio”.

Spiega un po’… Questa è una caratteristica del mondo Linux? Mi vuoi dire che un gusto estetico è peculiarità del mondo Linux? Me ne rallegro ma temo non sia così. Ti chiedo una cosa, ti è capitata la stessa cosa quando hai confidato che usi Nero per masterizzare i CD? Non hai un amico che sostiene che fa schifo e ti ha detto di usare Alcohol 120%? Ma tornando al tuo amico linuxaro… Non ti ha detto che Gnome e KDE possono coesistere? Non ti ha detto che è anche possibile mettere KDE su Ubuntu senza stare a cambiare il sistema? Strano 😦

“Il sistema operativo moderno deve essere nascosto

La frase che conclude il paragrafo precedente fotografa con precisione come sprecano le proprie energie i fan del pinguino. All’utente medio non interessa essere istruito su cosa sia un “desktop manager”, figuriamoci che gliene cala di studiare le differenze tra Gnome, KDE, Ice e quant’altro.

Il tuo modo di classificare l’utenza non è molto scientifico… Uno ti esprime un gusto e tu interpreti la cosa come se ci fosse un’intera comunità schierata da una parte o dall’altra? E’ vero! E’ pieno di flame su “usa la distro X invece della Y… usa il desktop manager Z invece di quello T..” ma mica è la comunità linux!! I troll sono ovunque e ci sono anche lì. Fammi capire: a tuo avviso per essere utenti linux bisogna studiare le differenze tra i desktop manager? Ma cosa stai cianciando??

“Se chiedete a un tipico fruitore di computer cosa fa con il PC, risponderà: gioco, navigo, vedo i video su youtube, chatto, usa la posta, scrivo, disegno, fotoritocco, scarico e monto i miei filmati.”

Cosa che puoi tranquillamente fare anche con linux.

“Non ho mai sentito ventenni o più giovani rispondere “approfondisco i segreti del sistema operativo” oppure “aborro l’interfaccia grafica, e uso la riga di comando” o “studio i segreti dei vari desktop manager e adotto il più compliante al mio spettro di utilizzo del computer” (ndr: il neologismo spaghetti English è voluto, per riprendere un’espressione sentita dal vivo).”

Ribadisco: questa è un’idea che TU ti sei fatto di chi usa linux, idea che ti sei costruito per giustificare il fatto che TU non lo usi. Non hai bisogno di trovare una scusa così elaborata, basta che tu dica che non ti piace.

La tua idea è talmente lontana dalla realtà che Negroponte addirittura ha pensato di usare linux per bambini di 12 anni. Magari ti ci trovi bene, magari è proprio la tua distribuzione, perché non la provi? L’interfaccia si chiama Sugar, il link è questo. Ti tranquillizzo, non c’è nessuna linea di comando da utilizzare, non c’è nessun segreto da scoprire e nessun desktop manager compliante da adottare.

“Parliamoci chiaro: chi non è passato come il sottoscritto dalla gavetta del DOS e ha vissuto sulla propria pelle le evoluzioni dei sistemi operativi, dà per scontata un’interfaccia grafica come quelle del Mac o di Windows. Per la nuova generazione di fruitori di computer il sistema operativo deve essere completamente trasparente e deve essere solo un mezzo efficiente e affidabile tramite il quale fruire dei contenuti, che siano giochi, servizi Internet o quant’altro.”

E per fortuna che ci sei passato dalla gavetta del DOS, altrimenti chissà cosa avresti detto! Mi citi il Mac.. ma forse dimentichi che ha un kernel BSD ora.. Mac OS X si basa su il lavoro fatto su NeXT ed è sicuramente più vicino a Linux di quanto lo sia a Windows… tu queste cose le sai, tu che hai alle spalle la gavetta del DOS!

Mi sembra che comunque anche Linux abbia la sua interfaccia grafica… Anzi, ahimé ne ha più di una! Ma la più blasonata al momento è Xorg. Ti ringrazio per aver trovato per me una valida definizione dei sistemi GNU/Linux che cercavo da tempo: “un sistema operativo completamente trasparente, un mezzo efficiente e affidabile tramite il quale fruire dei contenuti, che siano giochi, servizi Internet o quant’altro senza DRM (aggiungo io!)”

Altra cosa certa: il sistema operativo definitivo, trasparente, affidabile e adatto alle masse, verrà da Microsoft, o da Apple, ma non certo dalla comunità Linux. Loro quel giorno staranno ancora litigando su cosa sia meglio tra KDE o Gnome, Slackware o Debian, Linux o FreeBSD, Sudo o Riposo.”

Che dirti? Beato te che hai delle certezze!

“Il fenomeno, come avrete capito dalle righe precedente, è generalmente diffuso in tutto il mondo Open Source. Un team di sviluppo inventa e distribuisce un software interessante. Non si fa in tempo ad arrivare alla versione 1.0 che i membri del team bisticciano e alcuni si splittano e lanciano un fork, e poi nasce un fork del fork e via andare. Roba ai limiti del porno insomma.”

Ci sono fork anche nel porno? Buono a sapersi! Scherzi a parte, finalmente dopo quattro pagine hai sollevato un vero problema, che tuttavia è superato. Se avessi ragione avremmo su queste piattaforme solo versioni incomplete e bacate per ogni applicativo. Non è così vista la qualità degli applicativi disponibili. Poteva esser vero a metà degli anni 90 ma oggi è indubbio constatare che Gimp, gnumeric, firefox, k3b e mplayer sono decisamente maturi.

A chi non ci ha capito niente sconsiglio perfino di perdere tempo a indagare.

Chi non ha capito niente non ti ha seguito fino a questo punto… si è perso almeno tre paragrafi fa.

La mia conclusione è – lo insegna anche la storia – che il concetto di “Divide et Impera” è decisamente deprecato (ndr: vedi nota precedente). I geniali e ribelli fautori dell’Open Source non sono mai riusciti ad andare d’accordo per più di qualche settimana e finora sono stati uniti solo dall’odio nei confronti di Bill Gates, il signore incontrastato dei software chiusi.”

Hai ragione, lo insegna la storia: un modello di sviluppo verticale dove c’è una persona che comanda ed altri che ubbidiscono pena il licenziamento è decisamente più funzionale di una struttura democratica dove ognuno dice la sua. I geniali e ribelli fautori dell’Open Source, con tua buona pace vanno molto d’accordo, lo testimoniano i LUG in giro per il mondo, le installation parties e le mailing list.

L’odio per Bill Gates non li ha uniti affatto dal momento che non hanno nessun motivo per odiarlo. Non sono loro ad usare i software Microsoft. Credo che Bill Gates sia piuttosto molto più odiato dagli utenti di windows che ogni giorno si devono misurare coi suoi prodotti.

Gates per assurdo, infatti, negli anni trascorsi è stato il collante del fronte linuxaro, l’avversario contro cui inveire a ogni occasione, l’icona massima e nefasta del male sulla terra.”

Di nuovo fai confusione: non è stato Bill Gates ad unire chi usa Linux, ma è stato Linux ad unire il fronte anti-Microsoft. Molte aziende che facevano concorrenza a Bill Gates seguendo il modello di sviluppo a codice chiuso erano soffocate.

Si son trovate senza scelta. Netscape stava morendo, ha aperto il codice ne è nato il Mozilla Project, da sola non avrebbe mai avuto il successo che ha oggi Firefox. Stessa cosa dicasi per Sun o IBM: hanno capito che se vogliono fare concorrenza a Microsoft possono utilizzare proficuamente le risorse della “litigiosa” comunità opensource. Alcune aziende lo hanno capito a volte anche troppo tardi (vedi il caso di Corel).

Non è stato di certo semplice rivoluzionare il proprio modello di sviluppo e se lo hanno fatto lo hanno fatto perché davvero si son trovati alle strette. Quanti cadaveri ha lasciato Microsoft nella sua strada al successo?

Ora il co-fondatore di Microsoft si prepara a una pensione dorata e a molti impegni di beneficenza e, ne sono certo, riderà sotto i baffi (che non ha) pensando a quanto la sua presenza sul mercato fosse importante perfino per i suoi nemici; che nel frattempo si mangiano il cappello

Sulla pensione dorata di Gates siamo anche d’accordo. Pensare che senza di lui il software aperto non sarebbe andato avanti è un po’ esagerato. Io sono contento comunque di poter fare tutto quello che tu citi: “gioco, navigo, vedo i video su youtube, chatto, usa la posta, scrivo, disegno, fotoritocco, scarico e monto i miei filmati” senza usare tools microsoft, non per questioni politiche, non per il prezzo, non per odio, semplicemente perché li preferisco e tu continua pure a vederti i tuoi filmati con Windows Media Player , visitare i siti che preferisci con Internet Explorer e leggerti la posta con Outlook Windows Mail, ognuno è libero; è il bello della democrazia!

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8 comments so far

  1. Anonimo on

    “Una collezione di deliri personali”… ecco un nome appropriato per il blog e per ciò che dici.

    Rileggi l’articolo, capirai che è scherzoso e stimola la comunità Linux, che evidentemente è formata da fan boy spocchiosi, incapaci uscire dal guscio e ammettere i propri errori.

  2. sughero on

    Libero di pensare che sia io a delirare anziché lui. Francamente apprezzo l’ironia quando qualcuno parla di qualcosa che conosce; mi sfugge l’umorismo e non riesco trovare divertente chi parla a vanvera. Questo articolo è scherzoso! E forse lo stesso Davide Bianchi avrebbe risposto meglio a Buonanno.

  3. leo on

    Credo che Linux spaventi solo per la grande flessibilità che offre…e noi popolo di Windows non siamo abituati a scegliere!
    Tale Roberto deliria di brutto…sicuramente le distribuzioni Linux danno dei problemi…ma non possiamo prendere Windows a modello perfetto…non prendiamoci in giro.
    Linux può sustituire Win: è più aggiornato, esce un aggiornamento ogni 6 mesi…per Vista abbiamo aspettato 6 anni…e ne dovremo aspettare altrettanti per correggere i bachi!
    e poi puoi scegliere….tutto quello che vuoi…oggi ti senti più brioso, è un giorno da KDE, se ti senti più basic Gnome è il giusto compagno…un po’ come un paio di scarpe a seconda dell’umore!e tutte comodissime!
    Quindi….viva la democrazia di linux!
    ma forse non ce la meritiamo!
    Povera Ségolène!

  4. Lillide on

    Un solo sintetico efficace commento: butti!

  5. Piergiorgio on

    Gentili lettori,utilizzo Linux come sistema desktop
    da un anno e mezzo,da sei mesi ho eliminato windows
    anche sul portatile,perchè lo ritengo un molto più stabile e completo .
    Soprattutto ne ha beneficiato il mio vecchio toshiba
    portatile che non si impianta più.
    Per il resto con un paio di giorni di lavoro,è facile mettere a punto il sistema operativo,e fare assolutamente tutto quello che si può fare con quella fregatura colossale di winzoz.
    Certo,ci vuole un pò di curiosità e voglia di imparare al inizio,imparare veramente come funziona un sistema operativo,ma non è cosi difficile alla fine dei conti.
    La mia idea,che traggo dalla mia breve esperienza è che linux ed i SO di tipo UNIX,se utilizzati con nozione di causa,sono molto più potenti,leggeri, stabili,istruttivi e divertenti di winzoz.
    Insomma sarebbe l’ora di girare finalmente,LA FRITTATA……..,non si può continuare a fare passare un mulo per un purosangue e viceversa……BASTA!!!!!!!!!!!

  6. phede96 on

    Secondo me Linux è il futuro anche perche ci sono troppe squilibri sia per quanto riguarda le richieste hardware sia per quanto riguarda il file system (ntfs parte bene ma dopo che gli ai fatto qualcosa divento lento come pochi perche ha un metodo di scrittura disordinato mentre ext3 ha un sistema intelligente di scrittura dati in modo ordinato e quindi la partizione non ciserve anche se con la partizione non risoli piu di tanto) ecc.
    E poi perche non utilizzano prodotti per windows (office,neo anch se ha capito che il futuro è linux,power dvd) E anche per tutti quelli che fanno pirateria se vi rode spendere soldi per acquistare prodotti che servono allora linux è quello che fa per voi
    Il mio sogno nel cassetto?
    Mettere una protezione per tutti quelli che scaricano programmi craccati e far utilizzare solo ed esclusivamente i programmi GNU agli utenti di linux anche se questo comporta uno sviluppo piu lento del software(openoffice,gimp,firefox,pidgin,totem,mplayer,vlc,audacity,ecc.) cosi poi voglio vedere chi resta con winzoz e chi passa a ubuntu Si sa la pirateia è una piaga come il monopolio e la dittatura

  7. phede96 on

    per quanto riguarda la il filesystem ext3 mi riferivo alla deframmentazionne dischi non al partizionamento scusate

  8. peppe on

    mah secondo me windows è utile solo a chi non ha mai usato un computer oppure è troppo pigro/stupido per cercare di imparare veramente cosa può fare un computer.
    la prima distro che ho usato è stata ubuntu, e con quella ho cominciato a fare i primi esperimenti (roba molto semplice, tipo cambiare ambiente desktop, cercare di scrivere qualche script in bash e altre cose). Ora ho preso di mira Arch Linux, che mi ispira molto per la sua flessibilità.
    Tutto questo non sarebbe MAI stato possibile farlo con Windows, perchè LUI ti dice cosa puoi fare e cosa no, ha una sola versione (ecco che le distro sono un punto a favore di linux) e non lascia la minima libertà all’utente.
    detto questo, sono del tutto d’accordo con sughero e l’altro che ha scritto quell’articolo spero veramente che stia scherzando, perchè altrimenti dimostra di non aver capito NULLA sui computer.


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